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25/01/2017: Italy

 

Siracusa News 7 - 25 gennaio 2017

 

Dal 24 novembre, giorno in cui è arrivato Gabriel, siamo diventati quattro. Nella foto, a partire da sinistra, potete a m- mirare Gabriel (Brasile), Ono, Mario (Cile) e Michael (Australia). Ogni giorno cerchiamo di mettere in pratica quello che le Costituzioni ci dicono: Riuniti senza esserci scelti, ci accettiamo gli uni gli altri come dono del Signore.

La nostra giornata ha dei ritmi abbastanza regolari. Sicura- mente in questo periodo una delle priorità è quella di imparare l’italiano e quindi i tre “stranieri” dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12,30, seguono le lezioni di italiano presso un’Accademia non molto distante da casa. Anche se non siamo venuti a Siracusa per rimette r- ci sui banchi di scuola ci rendiamo conto che è importante parlare italiano. Naturalmente lo sforzo sostenuto è largamente ricompensato dal buon pranzo made in Italy che l’unico sfaccendato di turno pre- para ogni giorno.

Nel pomeriggio in genere andiamo in un centro per minori a dare una mano. È una struttura che dovrebbe accogliere 60 minori, ma ne ospita molti di più e poi sono minori perché al momento dello sbarco hanno dichiarato di avere 17 anni, ma la maggior parte di loro ne ha 4 o 5 di più. Che cosa facciamo? È proprio il caso di dire che facciamo un po’ di tutto. Diamo una mano ai ragazzi che non sanno leggere e scrivere, ad altri cerchiamo di insegnare un po’ d’italiano, giochiamo con loro e soprattutto li ascoltiamo, lasciamo che ci raccontino le loro peripezie. Tutti i ragazzi masticano un po’ di italiano, ma la maggioranza comunica meglio in inglese o in francese e quindi la nostra presenza è davvero utile. Il rapporto che siamo riusciti ad instaurare con i ragazzi è molto bello. Quando arriviamo non solo ci salutano, ma qualcuno addirittura ci aspetta e, quando non ti fai vivo per un giorno o due (cosa che a me capita spesso) il giorno dopo ti senti chiedere: “Dove sei stato ieri che non ti ho visto?”. Anche con lo staff abbiamo lega- to molto bene e apprezzano la nostra presenza e ciò che facciamo. Per la Giornata Mondiale del Migran- te abbiamo invitato 4 ragazzi a mangiare con noi e a fare un giro a Siracusa. Contenti noi e l oro!

Stiamo anche tentando di aprirci ad altre realtà: entrare in contatto con altri centri per minori, sensibi- lizzare le parrocchie perché diventino più accoglienti, appoggiare i centri di ascolto, essere presenti nel porto al momento degli sbarchi, entrare nel carcere… Per ora l’impegno per apprendere l’italiano e il fatto di avere una sola macchina (quella che abbiamo ce l’ha data la diocesi ed ha una certa età) costi- tuiscono due handicap abbastanza forti anche se pensiamo di superarli abbastanza celermente.

In questo ultimo periodo abbiamo avuto diverse visite. Dal 20 al 22 dicembre sono venuti i FF. Juan Carlos ed Ernesto Sanchez per incoraggiarci e per dirci quali sono le attese che la Conferenza Marista Europea nutre nei nostri con- fronti. Durante le vacanze di Natale sono passati da noi il Fr. Chris e la signora Rachele, mentre il 6 gennaio abbiamo accolto il Fr. Carlos Mario (Champville, il mago venuto dall’oriente) che ha voluto passare alcuni giorni con noi. Infine dal 19 al 24 i FF. Jeff e Angel, che ci hanno guidato durante l’esperienza di San Martino a Monte, sono venuti per controllare il termometro della nostra vita comunitaria e apostolica. Un grazie a tutti.

E per finire un’occhiata al termometro: qualche giorno fa abbiamo toccato i 4 gradi (all’esterno natural- mente!), ma vi confesso che non ho mai patito tanto freddo come in questo periodo! I siracusani dicono che il freddo in Sicilia era una cosa rara tanto che la maggioranza delle case, compresa la nostra, non ha il riscaldamento. Per difenderci un po’ abbiamo comperato dei termosifoni elettrici, ma abbiamo scoperto che l’impianto elettrico non è adeguato, infatti gli interruttori saltano perché il consumo è eccessi- vo e la linea elettrica non è in grado di fornire l’energia necessaria. Tutti dicono che il freddo non durerà molto e che presto arriverà il caldo, ma questo tema farà parte di un altro capitolo che sicuramente sarà più lungo di quello riguardante il freddo e non so se sarà più sopportabile. Non è una consolazione, ma qualche volta mi chiedo come fanno i terremotati o i barboni che popolano la nostra bella ma non troppo accogliente Italia.

Tutto qui per questa volta. Solo alcune notizie per dirvi che ci siamo e che abbiamo bisogno delle vostre preghiere.

Un bacione a tutti (Fr Onorino Rota)

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